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Riscaldamento ed Energie Rinnovabili

Riscaldamento e Risparmio energetico - Domande Frequenti - Saunier Duval ||Domande Frequenti - Riscaldamento e Risparmio energetico|| Le domande più frequenti
Cosa s'intende per stabilità di temperatura dell'acqua calda sanitaria?

Per stabilità di temperatura s'intende il mantenimento della temperatura impostata dell'acqua calda sanitaria. Saunier Duval dispone di brevetti innovativi che assicurano il massimo comfort sanitario a prescindere dal prelievo d'acqua.
- Microfast accelera l'arrivo dell'acqua calda all'utenza e mantiene costante le temperatura
- Isodyn garantisce un grande quantitativo d'acqua a temperatura stabile nei primi 10 min per prelievi multipli e contemporanei (due bagni con doccia/vasca)

Perchè le caldaie a condensazione sono ecologiche e fanno risparmiare?

Le caldaie a condensazione fanno risparmiare perché sfruttano i fumi caldi prodotti dalla combustione per riscaldare l'acqua di ritorno dell'impianto. In questo modo l'acqua dell'impianto è già preriscaldata e necessita di meno combustibile per raggiungere la temperatura impostata.
Le caldaie a condensazione sono ecologiche perché la premiscelazione del bruciatore a condensazione riduce drasticamente la produzione di Nox particolarmente dannosi per l'ambiente.

Che differenza c'è tra una camera aperta e una stagna?

La differenza fondamentale è che la camera aperta preleva aria comburente, indispensabile alla combustione, direttamente dall'ambiente domestico. Quindi è necessario provvedere all'installazione di una presa d'aria, nel luogo in cui è posizionata la caldaia, per evitare di ridurre la concentrazione di ossigeno nell'ambiente. I fumi vengono evacuati in canna fumaria per depressione (senza ventilatore).
La camera stagna è provvista invece di ventilatore per spingere i fumi della combustione in canna fumaria in pressione e, solitamente, preleva l'aria all'esterno dell'ambiente domestico.

Posso sostituire una caldaia a camera aperta con una stagna o a condensazione?

Dipende dalla configurazione dello scarico. Se la canna fumaria della camera aperta è intubabile ovvero è possibile far passare un tubo predisposto allo scarico di fumi in pressione, allora la sostituzione con una stagna o a condensazione può essere realizzata. Se, altrimenti, la camera aperta scarica i fumi in una canna collettiva ramificata (C.C.R.) non intubabile e gli altri condomini mantengono la camera aperta, è assolutamente vietata la sostituzione con una camera stagna. I fumi in pressione potrebbero infatti essere spinti all'interno delle restanti abitazioni.

Cosa significa "termostato modulante"?

Un termostato modulante è un termostato dotato di una sonda di temperatura che, contrariamente ad un termostato ON/OFF, non aziona semplicemente l’apertura o la chiusura di un contatto in base alla temperatura percepita, ma misura la temperatura ambiente e ne trasmette il valore alla scheda di gestione della caldaia. Questa, analizza il fabbisogno di calore necessario, adattando di conseguenza la temperatura del riscaldamento e la potenza termica richiesta.
La temperatura del riscaldamento dipende pertanto dalle esigenze dell’abitazione.
Es. Nei periodi di mezza stagione, quando la temperatura è più mite, i termosifoni diventano tiepidi, mentre in pieno inverno sono più caldi: la soluzione ottimale per sfruttare appieno le caratteristiche di questo tipo di termostato è di abbinarlo a una caldaia a condensazione, ottimizzandone in modo permanente il rendimento.

Dove posso scaricare la condensa della caldaia?

Il corretto smaltimento delle acque reflue o condense, è ampiamente trattato dalla norma tecnica (UNI 11071: 2003), la quale riporta che i reflui ottenuti dalla condensazione dei prodotti della combustione delle caldaie a gas, hanno un determinato grado di acidità (pH medio circa 4). I reflui domestici, prodotti in grande quantità, hanno una notevole basicità; essi inoltre hanno la capacità di formare nelle condutture un deposito con proprietà tampone rispetto agli acidi. Per contro la quantità massima di condensa producibile per esempio da una caldaia a condensazione a gas metano con portata termica 24 kW, è pari a 30,7 l al giorno (considerando un apparecchio ideale, in grado di operare una condensazione totale dell’acqua prodotta nella combustione, operante alla portata termica nominale per un periodo giornaliero di 8 h) da compararsi con una produzione media giornaliera di refluo domestico di circa 180 l al giorno pro capite. È possibile affermare come, mediamente, nelle acque reflue di una abitazione privata siano contenute 100 volte più basi di quelle necessarie per la neutralizzazione degli acidi presenti nella condensa dell’impianto di riscaldamento.
Essendo l’alterazione di pH dovuta alla miscelazione del refluo domestico con la condensa acida prodotta da una caldaia a condensazione (di potenza minore di 35 kW) praticamente trascurabile, risulta possibile scaricare direttamente la condensa nella fognatura.

A titolo di esempio, si indicano i seguenti casi:
  • Installazione in locale ad uso abitativo: per utilizzi civili non si rendono necessari particolari accorgimenti essendo i condensati abbondantemente neutralizzati dai prodotti del lavaggio e degli altri scarichi domestici. 
  • Installazione in ufficio: nel caso in cui l’ufficio, asservito ad un apparecchio singolo, abbia un numero di utenti minore di 10, è opportuna l’installazione di un neutralizzatore di condense. Nel caso in cui il numero di utenti sia maggiore di 10, valgono le stesse considerazioni adottate per l’installazione in appartamento ad uso abitativo.


Cos'è il libretto d'impianto e chi lo rilascia?


Il libretto di impianto nasce da una disposizione di legge il cui riferimento è il D.P.R. 26 agosto 1993, n.412 (pubblicato sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n.242 del 14 ottobre 1993) successivamente modificato dal D.P.R. 21 dicembre 1999, n.551 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.81 del 6 aprile 2000) riguardante il "Regolamento recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia, in attuazione dell'art. 4,comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n.10".
Il modello del libretto di impianto ha inoltre subito un sostanziale aggiornamento (in vigore dal 1° settembre 2003) con la pubblicazione sul Supplemento ordinario alla Gazzettta Ufficiale n.86 del 12 aprile 2003 del decreto 17 marzo 2003 "Aggiornamenti agli allegati F e G del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, recante norme per la progettazione, l'installazione, l'esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia".
A partire dal 1° settembre 2003 gli impianti termici con potenza nominale inferiore a 35kW devono essere muniti di un "libretto di impianto" conforme all'allegato II al DPR 26 agosto 1993, n.412.
La compilazione iniziale del libretto di impianto deve essere eseguita a cura del responsabile dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto, che si identifica con l'occupante dell'abitazione o con il manutentore qualora accetti di essere nominato terzo responsabile, nel caso di impianto già installato alla data del 29 ottobre 1993.
Nel caso in cui l'impianto sia stato eseguito o il generatore di calore installato dopo tale data, la compilazione iniziale del libretto di impianto deve essere eseguita dall'installatore abilitato ai sensi del decreto 22 gennaio 2008, n.37.
Il libretto di impianto deve essere sostituito almeno ogni qualvolta venga cambiato il generatore di calore, ed essere esibito ai tecnici incaricati dal competente Comune o Provincia qualora questi lo richiedano.

Inoltre, il responsabile dell'impianto (utente o terzo responsabile), è tenuto a:
  • Rispettare il periodo annuale di esercizio e i limiti della durata giornaliera di attivazione consentiti nelle varie zone climatiche.
  • Al mantenimento della temperatura ambiente entro i limiti consentiti dalle disposizioni di legge (temperatura media dei locali non superiore ai 20°C + 2°C di tolleranza).

L'utente può delegare la responsabilità dell'esercizio e della manutenzione dell'impianto al manutentore nominandolo terzo responsabile di quanto sopra esposto.

Posso installare uno scaldabagno a camera aperta in bagno?

No, la normativa di riferimento (UNI 7129:2008 parte2) lo vieta tassativamente. Infatti, nel testo della norma viene riportato che: "E' vietata l'installazione di apparecchi di tipo B nei locali uso bagno, ove per locale uso bagno si intende un locale nel quale sono presenti uno o più dei seguenti sanitari: vaso, bidè, doccia, vasca da bagno, sauna".
Lo scaldabagno a camera aperta è considerato un "apparecchio di tipo B" : questo vuol dire che è un apparecchio previsto per il collegamento a un camino/canna fumaria o a dispositivo che evacua i prodotti della combustione all'esterno del locale in cui è installato. Il prelievo dell'aria comburente avviene nel locale d'installazione e l'evacuazione dei prodotti della combustione avviene all'esterno del locale stesso.
Da notare che la maggior parte degli incidenti legati a intossicazione da monossido di carbonio (CO), sono legati a errate installazioni di apparecchi a camera aperta in locali come il bagno o locali adibiti a camera da letto. Questi sono ambienti solitamente di ridotte dimensioni volumetriche, dove, una scarsa quantità di ossigeno presente, unita all'accensione del bruciatore dello scaldabagno, può generare la produzione di un alto tasso di monossido di carbonio (CO), letale per le persone.

Cosa s'intende per sistema solare a svuotamento?

E' un sistema che preserva l'impianto solare da situazioni critiche quali gelo o sovratemperatura. Per maggiori informazioni consultate il minisito HelioSet

 

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